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24 June – 25 July 2003
Mon-Fri, 11.00–19.00, closed holidays
La galleria Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi &
Co. inaugura martedì 24 giugno la mostra collettiva dal titolo
“Painting on the roof”. L’esposizione, curata da Veit Loers, arriva
direttamente dal Museo Abteiberg di Mönchengladbach, di cui Loers è
direttore, dove si era svolta dal 19 gennaio al 21 aprile 2003.
Saranno esposte opere di nove artisti tedeschi e la mostra può
essere considerata come un Manifesto della nuova pittura. Non solo
infatti questi artisti non rendono omaggio al grande formato e alla
violenza della pittura post-Pop degli anni Novanta, ma non
appartengono neanche all’arte politically correct imposta dai
curatori alla moda. E non si può neppure associare questi dipinti,
acquerelli e disegni alla tradizione del neo espressionismo
storico. Queste opere possono forse essere definite neosimboliste.
La maggior parte dei nove artisti provengono dal sud della
Germania. Essi si confrontano con l’idea di arte narrativa, senza
però sentire obblighi nei suoi confronti. Sono piuttosto
interessati al concetto di icona, nel vero senso del termine di
pittura rappresentativa. Le immagini di “Painting on the Roof”
racchiudono in sé un carattere nomade, che costituisce la loro
forza rispetto ad altri esperimenti pittorici di questa
generazione. Il nuovo appare spesso nei panni dell’antico. Per tale
motivo questi lavori figurativi possiedono una leggerezza
simbolica, realista e calligrafica. Ma ciò che sta alla base, è la
ricerca di archetipi e dello sguardo visionario sull’invisibile,
che ha sempre permeato la pittura di questo secolo a partire da
Kandinsky.
Il titolo “Painting on the Roof” va interpretato come riferimento
ad una condizione di sospensione tra cielo e terra, dove idee e
immagini si formano più facilmente, e poi evaporano, anche quando
si sta con i piedi ben saldi al terreno o ben inseriti nel sistema
dell’arte.
Tutti gli artisti in mostra vivono a Berlino, ed e’ questo un
fattore importante, significativo del clima intellettuale di questa
città e della sua apertura. Gli artisti in mostra non costituiscono
un gruppo, anche se esiste di fatto tra loro un progetto comune e
uno scambio intellettuale.
La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da B. Kuhlen
Verlag, con numerose immagini e un saggio di Veit Loers.
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