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20 maggio – 21 giugno 2003
orario: dal martedì al sabato 11 – 19 escluso festivi
La Galleria Paolo Curti/Annamaria
Gambuzzi & Co. è lieta di annunciare la mostra dell’artista
americano Erik Parker, una delle personalità di maggiore spicco
nell’ambito del panorama della pittura contemporanea
internazionale. Nato nel 1968, l’artista vive e lavora a New York.
Questa è la seconda mostra ospitata dalla galleria milanese, dopo
il grande successo della prima nel maggio 2001.
I dipinti di Erik Parker sono pieni di colore, al tempo stesso
grafici, a volte psichedelici, e ci offrono sempre affascinanti
composizioni che rappresentano di fatto un intreccio tra visioni
inebrianti e riferimenti culturali. L’immaginario nel suo lavoro ha
comunque sempre una portata storica, ed è influenzato soprattutto
dagli elementi più oscuri della storia americana degli ultimi
trent’anni. H.C.Westermann, Peter Saul, The Hairy Who, Pedro Bell,
Mel Casas, Royal Robertson sono i personaggi che Erik Parker
osserva e che rappresentano per lui gli oscuri significanti del suo
mondo. Parker è un cronista di fatti storici recenti e passati.
Utilizzando un metodo simile a quello delle tavole genealogiche,
egli traccia elementi, influenze e sfumature di specifici momenti,
luoghi o personalità. A prima vista l’elenco appare random,
persone, date o movimenti sembrano assemblati secondo il principio
di casualità. Noto e ignoto sono affiancati, quasi ad avere la
stessa importanza nella composizione. In realtà questi dipinti sono
frutto di una meticolosa ricerca da parte dell’artista su argomenti
che lo hanno interessato profondamente. Attraverso queste
associazioni random e applicando una tecnica che secondo la
definizione dell’artista costituisce un tentativo di equivalente
visivo di una canzone hip-hop, Parker costringe l’osservatore ad
intraprendere percorsi diversi attraverso i quali poter cogliere
l’essenza di un particolare periodo.
I temi dei suoi lavori hanno spaziato dal pop al punk, dal mito
dell’eroe alla satira politica.
Nella mostra milanese Parker mostrera’ una serie di dipinti di
grandi e medie dimensioni tra i quali Tougher than leather, un
lavoro sulla vita di Mussolini, Space is the place, che si
riferisce al futurismo italiano e This bitch of a life, l’opera che
dà il titolo alla mostra, che si ispira al grande musicista
nigeriano Fela Kuti, scomparso nel 1997, strenuo sostenitore dei
diritti umani, fino al punto di essere incarcerato, alla cui
vicenda umana e musicale Parker e’ da sempre profondamente
interessato.
Erik Parker ha partecipato recentemente a mostre internazionali tra
cui Nation al Kunstverein di Francoforte, Intervista con la pittura
curata da Gianni Romano alla Fondazione Bevilacqua la Masa a
Venezia e Painting Pictures curata da Gys van Tyl al Kunstmuseum di
Wolfsburg. Ha partecipato anche alla mostra The Americans curata da
Mark Sladen al Barbican Art Galleries di Londra nel 2001 e alle due
mostre curate da Renato Barilli Officina America a Villa delle Rose
a Bologna e Dubuffet e l’arte dei graffiti a Palazzo Martinengo a
Brescia nel 2002 Una sua mostra personale si e’ tenuta presso il
Cornerhouse Contemporary Art Museum di Manchester.
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