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14 novembre 2006 – 14 febbraio 2007
orario: da lunedì a venerdì 11-19, escluso festivi
sabato su appuntamento
La galleria Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi & Co. è lieta di annunciare la
mostra dell’artista americana Heidi McFall che si aprirà il 14 novembre in
via Pontaccio 19 a Milano.
C’è ancora possibilità, nell’epoca delle immagini ad alta risoluzione e del
fotoritocco, per un pit-tore di occuparsi del ritratto? Heidi McFall (1974,
Dewitt, Idaho, Stati Uniti, vive e lavora a San Antonio) non ha dubbi a
riguardo, anche se a prima vista ciò non sembra così evidente.
I suoi dipinti infatti, assomigliano in modo impressionante a delle
fotografie e ciò si potrebbe leggere come una dichiarazione di resa della
pittura allo strapotere della tecnologia. In realtà gli artisti da sempre
attingono all’immaginario collettivo e, visto che viviamo nella civiltà
delle immagini, la McFall parte dalle fo-tografie per ridare loro nuova
vita.
La grande maestria dell’autrice nell’usare il carboncino e i pastelli viene
sfruttata, più che per una rappresentazione realistica della fisionomia, per
l’imitazione degli effetti di sovraesposizione o di contrasto eccessivo.
Questa non è una semplice dimostrazione di bravura, perché, esattamente come
l’uso prevalente del bianco e nero per le figure, risponde alla volontà di
eliminare tutti i particolari superflui per farci concentrare sulla
psicologia delle persone ritratte.
Azzurri intensi, arancioni luminosi, rossi caldi riempiono spesso lo sfondo.
Sono così densi e carichi di colore che il contrasto con i toni opachi e
sfumati delle figure produce una specie di scintilla che dà loro vita ed
energia. Hanno inoltre il compito di evidenziare ulteriormente l’umore o il
carattere dei sog-getti e di rinforzare la composizione globale. Per questo
motivo non creano un’atmosfera avvolgente, ma un vero e proprio sfondo
contro il quale emergono le figure, effetto accentuato dall’assenza quasi
totale di riferimenti al paesaggio o ad un contesto.
Heidi McFall riesce a sfruttare per i suoi effetti anche la tecnica del
collage. Ritagliando e ricompo-nendo singoli ritratti, l’artista indaga i
rapporti esistenti tra i suoi soggetti oppure, se si tratta di un’unica
per-sona, riesce ad entrare più in profondità nella sua personalità. Il
collage ottiene anche un altro effetto: le persone rimangono isolate le une
dalle altre. Se ciò assicura che ciascuno mantenga la propria indivi-dualità
anche quando interagisce con gli altri, suggerisce altresì l’impossibilità
di una completa com-prensione reciproca.
La mostra è composta da nove opere, la maggior parte di grande formato
(122x183 cm) in cui gruppi di tre soggetti si alternano a singole figure.
Donne che ridono, fanciulle spensierate, sguardi sognanti che si proiettano
verso un orizzonte ignoto tra cielo e terra. La capacità espressiva
dell’artista crea in questi ri-tratti uno spaccato, cattura un attimo in cui
il tempo sembra essersi fermato; immobilizza nella sem-plicità del
quotidiano tutta una vita, anzi, tutte le diverse esistenze dei personaggi
che ne sono protagonisti.
Heidi McFall ha esposto al Museum of Contemporary Art, Denver, CO, nella
mostra ‘ Decades of influence’, e al Boulder Museum of Contemporary Art,
Boulder, CO in occasione della mostra ‘Colorado 2000’.
Sarà presente l’artista
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