Paolo Curti / Annamaria Gambuzzi & co - arte contemporanea - via pontaccio 19 20121 milano - tel +39.02.86998170

 
 
Michael Joo

Past exhibitions


 

 

   

Michael Joo, horns, 2001

Michael Joo, dog, 1998

Michael Joo, Family (tradition)..., 2001

Michael Joo, dog, 2001

Michael Joo, Access/Denial, 2001

Michael Joo in Milan
Michael Joo in Milan

 


Biennale di Venezia website

Galleria Paolo Curti & Co. presents the first solo show in Italy of the artist Michael Joo.
Born to Korean parents in 1966 in Ithaca (New York), B.F.A. at Washington University and M.F.A. at Yale School of Art, Michael Joo lives and works in New York. He represented Korea at the last edition of the Venice Art Biennial in 2001.

From the start of his career Joo has focused in his work on the processes through which visible entities (like the human body, or flora and fauna in nature) consume invisible calories, and the crystallized byproducts generated by these processes. In his works Joo demonstrates the forms that can be assumed by one’s own mental and bodily efforts in the act of bearing witness to one’s historical and cultural identity. In other words, Joo combines making art with the apparently scientific theme of production of matter-energy and with the expenditure of calories of the human being during physical and psychological effort to achieve a state of diversity. Replacing the locus of the artwork with the practice of scientific thought and the objects derived from it, Joo attempts to go beyond the borderline between science and aesthetics. With respect to Pop Art and its appropriation of pop imagery to reveal the collapse of the separation between art and everyday life, and with respect to the conceptual-sculptural work of artists like Joseph Beuys, aimed at bridging the gap between the artwork and significant everyday “things”, the art of Michael Joo gives concrete visible form to units of mental thought and physical reaction, breaking down the confines between the results of natural phenomena (which can be comprehended by means of scientific theories) and artistic production.

Five works will be seen in the show, two of which were presented at the last Venice Biennial: “Family (tradition)…..” and “Access/Denial”. The first is a bronze sculpture composed of four almost life-size figures whose classical execution might remind us of Rodin or Degas. Observing the sculpture from the proper angle, we discover that the family is connected by a stylistic motif that extends from the knees of the father to the back and arms of the mother, to the head of the daughter and the penis of the little boy, once again presenting an example of a culture in transformation.

Besides representing Korea at the last edition of the Venice Biennial in 2001, Michael Joo has shown his work in many museums, including the Stedelilijk Museum of Amsterdam in 1995 and the Walker Art Center of Minneapolis in 1997. He has taken part in the Venice Biennial – Aperto in 1993, the Kwangju Biennial in 1995, the Johannesburg Biennial in 1997, and shown at the Whitney Museum of New York in 2000.
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La Galleria Paolo Curti & Co. inaugura la prima mostra personale in Italia dell’artista Michael Joo.
Nato da genitori coreani nel 1966 a Ithaca (New York), B.F.A. alla Washington University e M.F.A. alla Yale School of Art, Michael Joo vive e lavora a New York. Ha rappresentato la Corea nell’ultima edizione della Biennale di Venezia del 2001.

Fin dall’inizio della sua carriera, l’artista ha posto in relazione nel suo lavoro i processi attraverso i quali entita’ visibili (come il corpo umano, la flora e la fauna in natura) consumano calorie invisibili, interessandosi anche ai sottoprodotti cristallizzati generati da questi processi. Attraverso i suoi lavori Joo dimostra quali forme puo’ assumere il proprio sforzo mentale e corporeo nell’atto di attestare la propria identita’ storica e culturale. In altre parole, Joo coniuga il fare arte con il tema apparentemente scientifico di produzione di materia-energia e con il dispendio di calorie dell’essere umano durante il proprio sforzo fisico e psicologico per raggiungere uno stato diverso. Sostituendo il locus dell’opera d’arte con la pratica del pensiero scientifico e con gli oggetti da questo derivati, Joo tenta di superare il confine tra scientifico ed estetico. Rispetto alla Pop Art, che si appropria di immagini popolari per dimostrare il collasso della separazione tra arte e quotidiano, e rispetto al lavoro concettuale-scultoreo di artisti come Joseph Beuys, che dissolvono la separazione tra l’opera d’arte e le significative “cose” quotidiane, l’arte di Michael Joo concretizza visibilmente unita’ di pensiero mentale e reazione fisica, attraverso il superamento del confine tra i risultati dei fenomeni naturali (che possono essere compresi con le teorie scientifiche) e la produzione artistica.

Saranno presenti in galleria cinque lavori, due dei quali erano esposti all’ultima Biennale di Venezia: “Family (tradition)…..” e “Access/Denial”. Il primo e’ una scultura di bronzo composta di quattro personaggi a dimensione quasi naturale che per classicita’ di esecuzione potrebbe essere associata a Rodin o a Degas. Osservandola dal giusto angolo visuale, scopriamo che la famiglia e’ collegata da un motivo stilistico, che va dalle ginocchia del padre alla schiena e braccia della madre, alla testa della figlia e al pene del bambino, a volere ancora una volta significare l’esempio di una cultura in trasformazione.

Oltrea rappresentare la Corea nell’ultima edizione della Biennale di Venezia del 2001, Michael Joo ha esposto in numerosi musei tra cui lo Stedelilijk Museum di Amsterdam nel 1995, il Walker Art Center di Minneapolis nel 1997. Ha partecipato alla Biennale di Venezia – Aperto nel 1993, alla Biennale di Kwangju nel 1995, alla Biennale di Johannesburg nel 1997 e del Whitney Museum di New York nel 2000.
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