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22
Sept – 30
Oct
Gallery hours: from Tuesday to Saturday 11:00 am – 7:00 pm
On Sept.22, 2004 at 18.30, Galleria Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi
& Co. presents the first Italian exhibition of the American artist
Ann Craven.
Ann Craven lives and works in New York city. She received her MFA
at Columbia University, School of the Arts in New York in 1994.
Ann Craven’s paintings are a sweet colour-coated narcotic trip -
Craven seduces with pinks, yellows and scarlets that lure you into
a fantastical Disney-like world where any trace of the original and
harsh world of nature is abysmally lost. She portrays a nature that
is naïve, a nature that has been manipulated, manipulated through
commercial imagery in postcards, calendars and the film industry.
As in the 1973 sci-fi film “Soylent Green” (a direct reference for
Craven’s work), the director Edward G. Robinson portrays Charlton
Heston in a future New York struck by famine and set in a desolate
landscape devoid of nature. The government encourages euthanasia
which it awards with an elaborate right with a film (within a film)
showing nature as it once was. Each individual is pacified by huge
billboard size flashes of nature - frolicking deer, squirrels,
greenery and colour - a right of passage into the next life beaming
with promise of an abundant past.
With a Warholian sensibility of reproduction, Craven’s icons come
from the natural world. The reproductions that one finds in cable
nature channels, nature books and magazines (the American media
based portrayal of nature) are Craven’s source for seriality that
both mystifies and parallels this systematic approach to painting.
Ann Cravens media produced images are a crystal-ball-like truth
looking at world becoming more and more like “Soylent Green”.
Is it an apprehension of inevitable loss that induces Ann Craven’s
luscious and luring painterly brush stroke, and the desire to
multiply her own works by creating copies of her paintings,
re-enacting with exactness the articulation of each previous
individual gesture? Or it is perhaps an ironic jab at the
assumptions of change and progress in Western Capitalism.
This is Ann Cravens first solo exhibition in Italy.
22 Set – 30
Ott
Orario galleria: dal martedì al sabato 11.00 – 19.00
Il 22 settembre alle 18.30, la galleria Paolo Curti/Annamaria
Gambuzzi & Co ha il piacere di presentare la prima mostra personale
in Italia dell’artista americana Ann Craven.
Ann Craven vive e lavora a New York. Si è laureata con un MFA alla
Columbia University, School of the Arts a New York nel 1994.
Le pitture di Ann Craven ci conducono dolcemente attraverso un
viaggio allucinante rivestito di colori da lollipop. Craven seduce
con toni di rosa, giallo e scarlatto e invita lo spettatore in una
“Disneyland” straordinaria, dove qualsiasi aspra traccia del mondo
animale viene riportata entro una sfera di candore e di innocenza.
Con una sensibilità simile a quella di Andy Warhol, Craven produce
icone che si ispirano al mondo animale. Sono riproduzioni che
provengono da documentari di National Geographic, da libri e
riviste di scienze naturali (inella tradizione della pittura
animaliér americana), che lei usa in parte con una serialità
disarmante e, in parte, creando una sistematicità pittorica del
manufatto.
L’artista ritrae una natura naif che ha subito la manipolazione
dalle immagini commerciali e dall’industria del cinema.
Un riferimento forte per il lavoro di Ann Craven è il film di
fantascienza del 1973 “Soylent Green’’ dove il regista Edward G.
Robinson ritrae Charlton Heston in una New York del futuro colpita
da carestia e priva di natura. In questo contesto il governo
promuove l’eutanasia, che viene incoraggiata mostrando un film (dentro
il film) che riconduce lo spettatore alla natura idilliaca del
passato – cervi che giocano, uccelli che cinguettano, enormi campi
verdi colorati da fiori. Un rito di passaggio nell’aldila’, verso
un nuovo Eden carico dei valori del passato.
Forse tutto questo gesto creativo scaturisce da una sorta di
apprensione che osserva il mondo attraverso una sfera di cristallo
e lo vede diventare simile a quello di ‘’Soylent Green’’. Si tratta
di apprensione che si materializza in morbide pennellate di colore
e che spinge Ann Craven a moltiplicare i suoi lavori ripetendo con
maniacalità e precisione ogni gesto al punto di crearne delle copie,
o, forse, di sottile ironia sul cambio di ruolo del progresso nel
capitalismo occidentale?
Sarà presente l’artista.
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